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martedì 30 giugno 2009, ore 9:00 - auditorium Enzo Biagi di SalaBorsa Convegno "ARCHITETTURA PER LE CHIESE CONTEMPORANEE"

Con la collaborazione di Urban Center Bologna il Centro studi Cherubino Ghirardacci, il Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale dell'Università di Bologna, la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna, OICOS RIFLESSIONI, in occasione della conclusione dell Modulo Interdisciplinare "Progetto di Luoghi e Spazi del Sacro", attivo presso l'Ateneo di Bologna organizza il convegno "ARCHITETTURA PER LE CHIESE CONTEMPORANEE"

saluti di

prof. PierPaolo Diotallevi, Preside della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna
prof. Piero Secondini, direttore del Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale dell'Università di Bologna
prof. don Erio Castellucci, preside della Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna

interventi di

prof. Ing. Giorgio Praderio, Ing. Luigi Bartolomei, dott.ssa Beatrice Bettazzi, Arch. Mons. Giancarlo Santi, Arch. P. Andrea Dall'Asta, prof. Vincenzo Vitiello, Arch. Massimiliano Fuksas, Arch. Adele Savino.

PROGRAMMA

L'iniziativa è stata realizzata grazie al contributo di Unicredit Banca, Fondazione Cattolica (Cattolica Assicurazioni),  Impresa Schiavina, e con il Patrocinio di Comune di Bologna- Settore Cultura e Rapporti con l'Università e di Festival of Festival

NOTE SULL'EVENTO
Il Professore Vincenzo Vitillo, autore, tra altri testi, di "Elogio dello spazio. Ermeneutica e topologia", (Bompiani, Milano, 1994), tra i massimi esperti italiani di Friedrich Nietzsche e Martin Heidegger, interverrà con una lezione magistrale avente per tema "IL SACRO  E LO SPAZIO"; Massimiliano Fuksas, autore della più recente chiesa italiana (San Paolo a Foligno) interverrà al convegno con una video-intervista rilasciata in esclusiva ad OICOS RIFLESSIONI, associazione culturale Umbra che ha collaborato alla realizzazione dell'evento.

Nella mattinata tre relazioni interverranno a fare il punto sulla progettazione dello spazio per la liturgia cristiana nella contemporaneità, a partire da quell'evento imprescindibile che fu, nel 1955, la prima mostra internazionale di Architettura Sacra, promossa dal Cardinale Giacomo Lercaro nella Chiesa Bolognese di San Giacomo Maggiore. Sarà la dott.ssa Beatrice Bettazzi, curatrice di un importante volume su "Chiesa e Quartiere" (Compositori editore) ad aprire il ciclo degli interventi ai quali seguiranno quelli dell'Arch. e Mons. Giancarlo Santi, già direttore dell'Ufficio Edilizia di Culto della CEI, e dell'Architetto P. Andrea dall'Asta, direttore della Galleria San Fedele di Milano, e, recentemente, della Galleria Lercaro di Bologna. Gli interventi di Giancarlo Santi e di P. Andrea dall'Asta attualizzeranno la riflessione sullo spazio di culto dal tempo del Card. Lercaro al secolo XXI, con l'avvento dei "concorsi CEI" per le nuove Chiese, e l'inserimento di elementi artistici di autori contemporanei per i fuochi liturgici nelle opere di adeguamento o nuova costruzione di spazi per il culto.

Ampio spazio sarà dato ai metodi e ai risultati della ricerca svolta entro il Dipartimento di Architettura sulle forme contemporanee dei luoghi per la liturgia, con l'esposizione di alcuni studi per le Chiese di Santa Maria Annunziata di Fossolo e per il nuovo centro parrocchiale di Castelfranco Emilia, progetti di Nicola Mingotti e Francesco De Benedictis, a cura dell'ing. Luigi Bartolomei.
La presentazione di questi lavori sarà introdotta da una relazione del professore Giorgio Praderio, vice direttore del Dipartimento di Architettura e responsabile scientifico del modulo interdisciplinare "Progetto di Luoghi e Spazi del Sacro", relativamente al carattere esemplare dell'Architettura delle Chiese come luogo privilegiato di crescita progettuale, "perchè il Sacro, che particolarmente si addensa in questi luoghi, è di fatto una invariante antropologica", ovvero "il maggiore fattore carratterizzante l'individualità degli edifici e delle loro parti, ossia quel carattere che più di ogni altro rende l'architettura corrispondente all'abitare umano, nel conferimento di un senso non confondibile. Lo studio dell'Architettura Sacra è quindi l'esercizio fondamentale e necessario per giungere a leggere il Sacro nella Architettura, ed evidenziarlo, in essa, come invariante fondamentale, capace di illuminare tutte le opere che si distiguono dalla comune edilizia."

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