Il Consiglio Comunale, nella seduta del 21 settembre 2015, ha approvato la Delibera di adozione del POC Rigenerazione di patrimoni pubblici.

A seguito dell'adozione da parte della Giunta Comunale avvenuta nella seduta del 28 luglio 2015, prosegue dunque l'iter istituzionale per il POC, il Piano operativo Comunale "Rigenerazione di patrimoni pubblici", il nuovo strumento urbanistico che il Comune di Bologna si dà per governare le trasformazioni delle aree dismesse innescando e sostenendo processi di rigenerazione urbana.

Quattro gli obiettivi del POC:

  • chiusura Accordi su patrimoni pubblici
  • opportunità per attuare la strategia “città della ferrovia”
  • non consumo di suolo, riqualificazione aree dismesse, bonifica ambientale
  • valorizzazione del patrimonio comunale: nuove attrezzature per nuove esigenze

Il Poc prevede la possibilità di modifiche ai progetti di assetto che non comportino variante al Poc, previo aggiornamento valsat e verifica regole insediative.

Questo POC conclude un percorso iniziato alcuni anni fa per la valorizzazione dei patrimoni ex militari (2007) e per le aree ferroviarie (2006), formalizzato con la sottoscrizione degli accordi che il Comune ha portato a termine nell'anno in corso con Agenzia del Demanio, Cassa Depositi e Prestiti Investimenti Sgr, Invimit Sgr, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e con il Gruppo Ferrovie dello Stato, ovvero i soggetti oggi proprietari delle aree in oggetto. Il POC che ne consegue costituisce lo strumento di programmazione delle specifiche trasformazioni urbane e di valutazione delle effettive condizioni di sostenibilità ambientale e territoriale. 

Le aree di maggiori dimensioni interessate da questo strumento urbanistico sono parte della "Città della Ferrovia", una delle sette città che il Piano Strutturale Comunale - Psc aveva individuato come nuova immagine di Bologna in Italia e nel mondo. 

Due i principali insiemi per dimensioni e prospettive temporali di attuazione in cui sono state incluse le aree nel Poc:

1. interventi di grande trasformazione delle aree militari e ferroviarie attorno alla futura stazione del Servizio ferroviario metropolitano di Prati di Caprara (Prati di Caprara e Ravone);

2. interventi di valorizzazione/trasformazione di compendi ferroviari e militari di minore dimensione, anche se di grande rilievo strategico (ex caserme Sani, Mazzoni e Masini, ex Staveco, area ferroviaria ex Oma).

Sono previsti altri interventi di valorizzazione di immobili di proprietà comunale finalizzati al potenziamento del sistema delle attrezzature e degli spazi collettivi. In questo ambito si inseriscono le 5 nuove aree scolastiche così distribuite

  • Prati di Caprara, scuola primaria e secondaria inferiore
  • ex caserma Sani, scuola secondaria inferiore
  • scuole Carracci, ampliamento scuola primaria e secondaria inferiore
  • scuole Tempesta,  ampliamento scuola primaria e dell'infanzia
  • ex caserma Mazzoni, scuola primaria e dell'infanzia

 Il POC conferma le scelte strategiche e gli indirizzi fissati dal Psc ribadendo la priorità per la riqualificazione di aree urbane "dismesse" anche per evitare il consumo di suolo non urbano. In particolare:

sull'area dei Prati di Caprara si prevede la creazione di un nuovo impianto urbano con la realizzazione di residenze (in una forbice da 800 a 1200 alloggi), centri direzionali e commerciali, scuole, parcheggi e un parco di 20 ettari;

sulle aree di Ravone è previsto un vasto intervento di sostituzione del patrimonio edilizio con eventuale recupero (parziale o totale) di edifici esistenti, con realizzazione di residenze, attività direzionali e commerciali, parcheggi e un nuovo parco urbano di almeno 4,5 ettari di estensione. In queste aree la forbice di realizzazione degli alloggi va da 750 a 790.

E ancora:

nell'area dell'ex caserma Sani, in via Ferrarese, è prevista la realizzazione di residenze (340), insediamenti direzionali e commerciali, la scuola ed un parco di 4 ettari;

nell'area ferroviaria ex OMA, retrostante Borgo Masini, è prevista la realizzazione di un nuovo studentato con attività collettive collegate.

Per l'ex caserma Masini in via Orfeo si prevede il recupero dei fabbricati di pregio, la demolizione e ricostruzione di altri, senza aumento di volume rispetto all'esistente. All'interno degli edifici potranno essere ospitati un albergo, una trentina di alloggi, attività commerciali e ristorative.

Il POC conferma alla Staveco le previsioni stabilite dagli accordi tra Università e Comune. La caserma Mazzoni è un comparto a destinazione mista, residenziale (180 alloggi), direzionale e commerciale (funzioni compatibili con i prevalenti usi abitativi).

Parchi per oltre 30 ettari, 5 nuove aree scolastiche, 300 alloggi di edilizia residenziale sociale di iniziativa privata, 160 di edilizia pubblica a locazione permanente, potenziamento del trasporto pubblico sono il leitmotiv del Piano, trasformazioni che impegneranno i prossimi due decenni. Sono previste nuove centralità urbane per fare di Bologna una città di forte qualità urbana e più bella.

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