Luoghi di opportunità e spazi collaborativi
L’obiettivo del Piano di innovazione urbana è promuovere la creazione di luoghi di opportunità diffusi, dove cittadini e comunità potranno accedere a nuove forme dello stare insieme, per creare, praticare, partecipare e collaborare ad attività caratterizzate da impatto sociale, culturale, economico e ambientale. Integrando politiche di inclusione sociale, promozione economica, educazione, cultura e sport, le azioni previste dal piano vogliono fungere da opere di rammendo senza consumo di suolo con il recupero di edifici, anche simbolici per l’immaginario della città, che diverranno luoghi a supporto delle attività dei Quartieri bolognesi.

Nella mappa è rappresentata una selezione degli interventi di riqualificazione di spazi ed edifici, aperta a implementazioni.

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Inclusione sociale, educazione, diritti e pari opportunità
In questi anni a Bologna si è lavorato per sviluppare un welfare di comunità, cioè un sistema in cui, accanto ai servizi pubblici, operano il terzo settore, soggetti economici profit accreditati e cittadini. Il Piano di innovazione urbana intende mettere a fattor comune le energie che agiscono per il contrasto alla povertà e al disagio sociale, per l’accoglienza e l’inclusione sociale dei migranti, la formazione e l’educazione di qualità, le politiche attive per il lavoro e le famiglie. Priorità saranno le politiche per la casa e i giovani, in particolare gli adolescenti e i ragazzi non coinvolti in nessun percorso formativo o lavorativo.

Sostenibilità ambientale
Il Piano di Innovazione urbana terrà presente la sempre più forte integrazione fra progettazione ambientale e urbanistica, prevedendo ad esempio il completamento del recupero della Velostazione e l’introduzione progressiva di interventi tecnologici, infrastrutturali e comunicativi per una maggiore efficienza complessiva del sistema, con particolare riferimento all’utenza debole.

Attrattività internazionale ed economia di prossimità
Il Piano di innovazione urbana intende rafforzare la vivibilità dei quartieri e la riqualificazione dei poli strategici per l’attrattività internazionale. Giocare come un valore competitivo a livello internazionale la dimensione compatta e accessibile della città significa anche riflettere sulla bellezza e il decoro delle aree urbane, sull’impatto positivo e negativo tra asset e infrastrutture strategiche con la comunità, sull’uso temporaneo degli spazi, sulle partnership con le imprese private. Da questo punto di vista, anche la vitalità del commercio e dell’artigianato di vicinato deve tornare a essere una priorità.

Spazio digitale e tecnologie al servizio della comunità
Il Piano di innovazione urbana intende collegare reti infrastrutturali per la connettività e rendere accessibile a tutti il patrimonio digitale in termini di servizi, informazioni, competenze. A Bologna tutto ciò significa lanciare la sfida della cittadinanza digitale metropolitana e gestire progetti di ricerca avanzati nel campo dei big data e delle cosiddette digital humanities in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, l’Università, le imprese e le tante competenze di livello internazionale presenti in città.

Immaginazione civica
Il 25 ottobre 2016 la Giunta del Comune di Bologna ha dato vita all’Unità di governance per l’Immaginazione civica con il compito di coordinare e integrare tutte le politiche collaborative, partecipative e di attivazione civica del Comune. L’Unità di governance è dunque il tavolo di lavoro tra i settori dell’Amministrazione e l’Ufficio dell’Immaginazione civica, che sta nascendo in questi mesi dall’ampliamento della missione di Urban Center Bologna. All’Ufficio dell’Immaginazione civica la Giunta e il Sindaco chiedono di:
- presidiare il metodo, progettare, gestire e monitorare tutti i processi di ascolto, coprogettazione, consultazione e comunità dei Quartieri, anche attraverso il bilancio partecipativo;
- raccogliere e disseminare i dati pubblici, competenze e strumenti partecipativi in possesso dell’Amministrazione, costruire un database di buone pratiche e soluzioni di successo replicabili individuate dalla comunità locale o da altre realtà;
- coordinare il “Piano per l’Innovazione Urbana” con una mappatura continua degli spazi, delle aree urbane, dei patti di collaborazione e delle iniziative civiche disseminate nei Quartieri; disegnare un nuovo progetto dedicato agli “Usi civici urbani e al patrimonio minimo di cittadinanza”;
- coordinare il Laboratorio Aperto, il Centro per la sperimentazione delle nuove tecnologie applicate ai contenuti e ai contenitori culturali che sarà creato con il sostegno del Programma Operativo Regionale Fondo Europeo di Sviluppo Regionale dell’Emilia Romagna, la collaborazione dell’Università di Bologna, il coinvolgimento di imprese tecnologiche all’interno degli spazi compresi tra Palazzo D’Accursio, Sala Borsa, Palazzo Re Enzo, il nuovo Cinema Modernissimo e i sottopassi di via Rizzoli;
- promuovere la rete internazionale delle Città Collaborative; supportare, sperimentare e mettere a sistema le pratiche collaborative di cittadini, comunità e imprese;
- garantire una dimensione neutrale di confronto, dibattito e sperimentazione sulle nuove forme di democrazia urbana e cittadinanza attiva.