Nell'ambito urbano vi è una commistione di tipologie di impianto di illuminazione, che vanno dalla illuminazione indiretta a quella diretta, fino all'illuminazione mista e una commistione di stili e tipologie di apparecchi impiegati, dovuta anche al naturale progredire della tecnologia in questo settore e alla naturale variazione delle richieste sociali e commerciali.
Accanto a lanterne d’epoca o ai cosiddetti corpi illuminanti a soffitto chiamati “gonnelle” si affiancano apparecchi più tecnici che rispondono alla richiesta di maggior luce e sicurezza delle aree pedonali e si sovrappongono apparecchi di ogni forma e tipologia destinati all’illuminazione dei fronti commerciali che fanno spesso da sfondo ai portici.
Sono state inserite luci di colori differenti (tendenti al bianco o tendenti al giallo), con tecnologie diversificate (ioduri metallici, sodio, neon).
Sono ancora diffusi corpi illuminanti “storici” quali le “gonnelle” appese a soffitto o a parete con decorazioni di vario genere e le “lanterne” in ferro battuto, entrambe con tecnologia a incandescenza o al sodio. L’orizzontamento di tali luci è rivolto primariamente verso il pavimento.

Illuminazione
Negli anni più recenti sono state montate luci al sodio lungo le catene longitudinali, in grado di illuminare sia il percorso pedonale protetto che la strada attigua. Sono presenti molti corpi illuminanti con caratteristiche “provvisorie” atti a illuminare esclusivamente le vetrine commerciali; in questo caso i cavi sono sempre a vista e montati nei modi più diversi.
In Appendice sono riportate alcune voci che elencano le diverse tipologie di corpi illuminanti storici.
Alcune indicazioni generali sull’illuminazione dei portici:

  • i corpi illuminanti storici devono essere il più possibile recuperati, prevedendo eventuali interventi di sola modifica tecnologica, modificando il tipo di luce che potrà essere anche a led, con temperatura tra i 2700 K° e 3000K°. In caso di impossibilità a recuperarli possono essere lasciati come testimonianza storica, aggiungendo nuovi oggetti luminosi. In presenza di oggetti particolarmente rovinati e con forme molto semplificate, senza alcun decoro o presenza di ferro battuto, è possibile la loro sostituzione con corpi illuminanti contemporanei dal design analogo, minimale e semplice;
  • i corpi illuminanti provvisori che illuminano solo le vetrine commerciali sono oggetti inadatti e incongrui rispetto a qualsiasi tipologia di portico, pertanto, in caso di intervento, vanno rimossi, prevedendo un sistema di illuminazione omogeneo, non scenografico, con orizzontamento della luce progettato in funzione della tipologia di portico e delle sue dimensioni;
  • i cavi elettrici devono essere il più possibile raggruppati e ordinati secondo le linee architettoniche dell’edificio e quelli non più funzionanti devono essere rimossi;
  • le catene devono essere mantenute il più possibile libere da oggetti, nell'ottica di una riqualificazione generale dei portici, pertanto tutti i cavi posizionati confusamente lungo di esse  devono essere raggruppati il più possibile o all'interno degli archi di portico o in apposite canaline opportunamente mimetizzate. Evitare di posizionare corpi illuminanti sulle catene.

Nel caso di intervento di sostituzione dei corpi illuminanti perché incongrui o deteriorati, per agevolare la scelta si forniscono alcuni criteri di massima.
I supporti su cui installare le sorgenti devono essere poco invasivi rispetto all’architettura del portico, seguendo sempre i criteri del minimo intervento, della reversibilità e adattabilità. I nuovi corpi illuminanti devono avere pertanto caratteristiche estetiche semplici e minimali, devono impiegare tecnologie a risparmio energetico ed essere collocati in funzione delle dimensioni del portico e della sua tipologia.
Il colore delle luci deve tendere al bianco (circa 3000K°).
E' da evitare il solo orizzontamento a soffitto. L’illuminazione non deve essere scenografica con puntamenti solo su elementi architettonici (gli archi, le colonne, etc), ma deve risultare omogenea su tutti gli elementi che compongono il tratto di portico(soffitto, pareti, pavimento). Il sistema deve garantire sul piano di calpestio un'illuminazione pari a10 lux fino a 30lux per i portici dell'edilizia storica di maggiore prestigio, avendo come accortezza che anche le pareti del sottoportico e il soffitto abbiano una omogeneità luminosa, senza coni d'ombra,  fino a raggiungere i 5 -10 lux.
Anche su tipologie di portico differenti è possibile inserire i medesimi corpi illuminanti, i quali, per garantire lo stesso grado di luminosità, potranno differenziarsi nella potenza luminosa e nell’ottica di rifrazione, ricordando che è bene privilegiare l’uniformità in caso di portici continui.
L’illuminazione delle vetrine deve avvenire esclusivamente dall’interno, evitando luci aggiuntive all’esterno.
I cavi elettrici devono essere raggruppati e quelli inutilizzati vanno rimossi.

Una frequente pulizia dei corpi illuminanti è il miglior modo per garantire l’efficienza luminosa del portico. Una manutenzione costante sia dell’impianto che delle luci garantisce una maggiore durabilità dell’intervento e migliore luminosità.

Come fare per:
Dal punto di vista procedurale se l’edificio è tutelato ai sensi del D.Lgs 42/2004 , qualsiasi intervento è soggetto ad autorizzazione da parte della Soprintendenza.

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